Hanno una data. Il mondo potrebbe finire il 16 di febbraio.
Quando Lincoln le dà quell'informazione, per un momento, sembra non sentire più il pavimento sotto i piedi. Per fortuna che era seduta. Lo guarda per diversi attimi in assoluto silenzio, ma dentro la sua mente si scatena l'inferno. Mille cose vengono a galla, cose da fare, da dire, situazioni da distemare. È troppo presto. Sta già dando per scontato che non vedrà il giorno dopo. Ha fiducia nel rito. Sa che il mondo andrà avanti. È lei che non ne farà parte. Chissà che diamine le passa per la testa, dato che poi propone gite al mare ai suoi compagni Soldiers, ma anche ad altri. Ha un umore altalenante. La stanchezza la fa da padrona, un terrore di base non solo legato alla fine del mondo. Una consapevolezza che tenta di nascondere a se stessa.
"Quinn, merito di essere felice?"
È una domanda del cavolo, davvero. Ma a un certo punto il dubbio l'ha presa in pieno.
"Certo che lo meriti! Secondo me sbagli ad aspettare una persona così.
Meriti la compagnia di una persona che apprezzi stare con te"
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Ha una priorità. Raggiunge Mutiny in tempi record. E quelle parole che si sente dire sono una lama. Lo sapeva. Se lo aspettava. Ma fa comunque male. E una parte di lei ha sperato fino all'ultimo. E comunque non ci crede. Tutto ha assunto una piega assurda nella sua testa. Non ci ha capito più niente e per lei è importante razionalizzare tutto. Dare delle spiegazioni. Riceverne. Ma questa volta non è così. Ed è questo che la manda in bestia. Tutti i suoi sentimenti vengono messi da parte in un nano secondo in favore di un muro di ostinata freddezza e durezza. Non sembra importarle più nulla.
Esce da quel luogo con tutta la calma di cui è capace e quando arriva a casa sa già cosa fare.
Prende una scatola avanzata dal suo trasloco. Soffia via un po' di polvere e ci infila dentro tutto ciò che non le appartiene più. O che forse non le è mai appartenuto. Un paio di camicie e tutto ciò che può aver lasciato dentro un armadio. Recupera anche uno spazzolino e un dopobarba che aveva preso appositamente. Un libro. Le chiavi di casa con tanto di portachiavi e sì, alla fine aggiunge anche quella collana che le aveva regalato a Natale. Nessuna esitazione.
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Il freddo. La neve. Delle scarpe poco adatte. Due occhiaie che la fanno sembrare un panda. Boathouse e la sua passeggiata. La giusta compagnia. Il rischio di re-incontrare persone interessanti. Mancano tre giorni e ci sono cose da sistemare. È una conseguenza a quanto successo nel pomeriggio, anche se è qualcosa che si porta dietro da diversi giorni. Ha lasciato che le cose andassero in questo modo, nonostante una parte di lei fosse ancorata a un'altra speranza. Speranza che non c'è più. E ora può lasciarsi andare a questa nuova sensazione. Troppo presto? Mancano tre giorni, al diavolo tutto. È arrivata lì con le idee ben chiare, complice anche il supporto del suo migliore amico. Non perde tempo.
"Hai in mente quando ti dicevo che una parte di me verrebbe con te?
Ecco.. non è più solo una parte. Se potessimo, lo farei al volo."
"Ma che ti avrò mai fatto io a te.. andrà bene, giovedì.
"Ma che ti avrò mai fatto io a te.. andrà bene, giovedì.
Non ho intenzione di vedere finire il mondo dopo essermi sentito dire certe cose"
"Nemmeno io. Ed è per questo che parteciperò al rituale.."
"È potenzialmente pericoloso, lo sai questo.. vero?"
"Nemmeno io. Ed è per questo che parteciperò al rituale.."
"È potenzialmente pericoloso, lo sai questo.. vero?"
"Sì, ma è la cosa giusta da fare.."
E la serata continua. Nonostante i timori. Nonostante la paura. Nonostante il tempo stringa. Ma forse è proprio per questo che ha deciso di fermarsi, di scendere dal treno delle cose da fare e quelle a cui pensare, così da godersi quel che resta. Una parte di lei è ancora convinta che abbia i minuti contati, un'altra si aggrappa allo spiraglio che ci sia una possibilità anche per lei. Non la lascia trapelare, non lascia trapelare niente. Si convince che il mondo continui a girare come se nulla di tutto quello che sta succedendo sia vero. Come se nulla fosse mai successo. Quindi stare seduta in quel locale a parlare del club dell'uncinetto, bere, stringere la sua mano, risvegliarsi insieme è tutto normale. Al momento.
E giovedì può anche arrivare.
Lei sembra improvvisamente in pace.
Ed è pure riuscita a riposare.
Ed è pure riuscita a riposare.
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