mercoledì 28 dicembre 2016

Pop Corn!

Le serate passate a fare niente. Se non guardare un film e starsene distesi sul divano. Fare progetti per Capodanno, oltre a farsi massaggiare le spalle e la schiena dopo aver fatto da cuscino a un omaccione di diversi kilogrammi. Un messaggio alla madre: 
"Resto fuori anche stasera. Ci vediamo domani pomeriggio, vi faccio sapere poi dove. Non vi allontanate dal centro.. ho una sorpresa per te!". 
Una semplice indicazione, non le svela nulla. Poi il telefono scompare, ovviamente, perché torna al suo dolce far niente. Cosa che le riesce molto bene. Soprattutto in compagnia. La miglior terapia per qualsiasi cosa.



"Onestamente, non ti invidio, Ben."
"A volte nemmeno io invidio me stesso.. ma a volte.. so di essere fortunato"
"I segreti sono una brutta bestia.." dice distogliendo lo sguardo e cercando, comunque, di far finta di nulla.
"I segreti sono un prezzo necessario, per arrivare dove sono e restarci." ed è qualcosa che la fa pensare più di qualsiasi altra cosa.
Ed è una chiacchierata piacevole, contenta di ritrovarsi con lui dopo diverso tempo, di avere sempre il supporto e di trovarlo in forma. C'è sempre un piccolo momento in cui si lascia andare in qualche ricordo passato e riaffiora una serata a base di uncinetto e televisione che non è mai stata fatta. Una cosa stupida, ma che le causa un po' di dispiacere. "Abbiamo perso l'occasione quando ce l'avevamo". Ma poi, di che cosa?

   

"Eccola, è lì.. e non è da sola.."
"Non doveva presentarcelo tipo domani?"
"Aveva detto che mi faceva una sorpresa!"
"Ah, solo a te, perché sa che-"
"OHMMIODDIO! Guarda con chi è!"
"Santo Cielo.. no, lui no.."

Ignara di tutto questo teatrino lei è seduta al tavolino che Ben ha prenotato per loro. Sta sorseggiando quel che rimane di un buonissimo tè e sta portando avanti una conversazione piacevole, almeno fino a quando..

"Andrea, tesoro, eccoci!"
"Ciao, avete trovato il posto" e intanto la mamma continua a guardare Ben con un sorriso parecchio compiaciuto. Lei già se la ride sotto i baffi.
"Mamma, papà, vi presen-"
"Non c'è bisogno che ce lo presenti, Andrea.." e la mamma già si lancia all'arrembaggio

".. potevi dirci che volevi cambiar padre.." un borbottio del padre, in effetti sulle età ci siamo quasi.
".. che è lui il tuo ragazzo" la fine della frase della mamma che sovrasta il resto.
 
Un attimo di gelo.
La mamma trionfante.
Il papà che si guarda intorno alla ricerca di una birra. O qualsiasi cosa di alcolico. Anche dei pop corn, la situazione si fa interessante. O tragica.

"No mamma, non è lui."
 Secondo attimo di gelo. 
"Ah."
Mamma che resta impietrita, assumendo svariate tonalità e sfumature di rosso su tutto il viso.
Il papà che richiama un cameriere per chiedere la prima cosa alcolica che hanno a portata di mano. Adesso sì che vorrebbe i pop corn.
Lei che si gode la scena divertita. Povero Ben.

In realtà lui è stato disponibilissimo, come sempre. Sono stati insieme qualche minuto, poi ognuno per la propria strada. Loro diretti a casa.

"Andrea, ma.. potevi dirmelo che conoscevi Ben Birkenhead"
"Mamma, te l'ho detto quando l'ho conosciuto.."
"Sì, ma non mi avevi detto che lo conoscevi così, cioè, da berci pure un tè insieme.."
E non le ha detto dei loro trascorsi, figuriamoci.
"Allora, quando ce lo presenti?"
"Andrea, ti prego, faglielo vedere o questa potrebbe andare a cercarlo per tutta Philadelphia.."
"Con calma, .."


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La faccia della madre di fronte a quella rivelazione è, forse la cosa più divertente che si porta dietro della giornata. Ma c'è unmomento in cui il divertimento viene messo da parte. Perché è il momento di ascoltare, di offrire un altro punto di vista e aiutare a risolvere una questione poco piacevole. O un semplice dubbio. Il Fairmounth Park è la meta della giornata. Prima con Ben, poi con Quinn. E Thomas che, ammettiamolo, è l'uomo della sua vita: peccato che abbia dieci mesi. 
Ma anche la serata passa tranquilla, per fortuna.
E si conclude nel migliore dei modi.

 
"Dopo posso venire da te? Cioè, se non vuoi dillo.. ti sto invadendo casa molto spesso.."
"Stai scherzando? Certo! Prima ti ho fatto una copia delle chiavi.."

lunedì 26 dicembre 2016

Here I am.

È una di quelle scene che si verificano solo una volta durante l’anno, nello stesso periodo. Natale.
Sono tutti seduti, sdraiati, incastrati sul divano di casa, ormai invasa da un paio di giorni. Sul tavolino delle birre, ai piedi del divano delle bottiglie vuote. Non manca nemmeno qualcosa da sgranocchiare.
Il telefono è lì vicino e, a un certo punto, si illumina. Sorride solo a leggere il mittente del messaggio. Gli risponde e in un paio di minuti è in piedi a recuperare le proprie scarpe, non senza essere seguita dallo sguardo curioso dei genitori.

“Ma dove stai andando?”

“Ma dove vuoi che vada a quest’ora?”
“Ah, vero che è tornato!” e anche il papà si alza dal divano e si dirige verso la zona cucina.

"Ma vi vedete sempre a questi orari tardi?" e c'è chi avrebbe da aggiungere qualcosa, ma regna il silenzio.
"Era tutto il giorno che aspettava di uscire di casa, lasciala stare..
“Digli che lo aspettiamo, mi raccomando!"
“Sì, mamma.. ma ancora un po’ che glielo ricordiamo prende il primo aereo per tornare in New Mexico” e intanto indossa la giacca.
“Ma come, non ti cambi nemmeno?” sì, perché in effetti sta uscendo con un paio di pantaloni blu della tuta e una felpa gialla con una stampa a caso.
“La vede appena sveglia con la bava alla bocca, credi che gli importi come si veste?”
“Grazie papà.. grazie” recupera le chiavi di casa, sbircia ancora il telefono e digita qualcosa.
“Prendi questa, festeggiate un po’” e ficca una bottiglia di vino nella tasca della giacca.

“..come se ci fosse bisogno del vino.. so io co-

“Mamma!
“..non metterla in imbarazzo. Credi ti fermerai fuori?”

“Che domande, ovvio che si fermerà fuori!”
“Mamma!” rotea gli occhi e sorride, un po' esasperata “..oddio, non lo so, probabile. In caso le chiavi le avete e ci sentiamo per domani”.

“Sì, non ti preoccupare per noi. Impedirò a tua madre di appendere ancora addobbi in casa”.
“Santo uomo, grazie.” stampa un bacio sulla guancia al padre e manda un bacio a distanza alla madre.
“Divertitevi!”

"Date da mangiare al gatto!"  
;
 
Si chiude la porta alle spalle e sbuffa divertita. È due giorni che la famiglia si è riunita ed è due giorni che il clima è questo: spiritoso, accogliente e allegro, nonostante negli ultimi mesi ci siano stati dei cambiamenti, delle novità all'interno della famiglia. Manda l’ultimo messaggio, poi il telefono torna all’interno della tasca destra, mentre la sinistra è occupata da una bottiglia di vino, quella che le ha lasciato il padre. Un posto tattico.
Chiama un taxi e dice subito l’indirizzo all’autista, perdendosi poi nei suoi pensieri a guardare fuori dal finestrino. Decide di darsi una sistemata vaga ai capelli, gioca con quella frangia un po’ troppo lunga ormai. 

Ormai è abituata ad uscire a questi orari un po' strambi, a decidere tutto all'ultimo e lasciare casa alla volta del South. Ma avere i genitori per casa che seguono ogni tuo movimento.. no, a quello non era abituata. Guarda fuori e ancora naviga tra i suoi pensieri.
Ripensa all'ultima conversazione che hanno avuto insieme, lasciando da parte messaggi e audio in cui il livello alcolico era parecchio elevato da entrambe le parti. Ripensa a quella dichiarazione, ai suoi dubbi in confronto alla sicurezza di lui. O quasi. A quelle due parole che sono in grado di scombussolarti dentro più di quanto non lo si è già. Ripensa a quella palla di pelo nera, alla scoperta di ciò che è in grado di fare, a come l'ha scoperto e a come tutto non abbia intralciato nulla. A quanto tutto questo non era assolutamente nei suoi piani, "tutto questo" che pian piano si è delineato meglio fino ad arrivare a concretizzarsi in quella sua frase incerta, in quella dichiarazione uscita a fatica, in un sussurro, che mostra la paura di esporsi, di rendersi vulnerabile. E poi quella risposta. Come si può non sorridere a pensare a certe cose?
Ma quel sorriso scema per un breve istante, anche lo sguardo si spegne. Un rapido flash nella sua mente. Un fantasma che ritorna sempre a farsi sentire, quando si è ormai quasi certi di esserselo lasciato alle spalle. Dall'altra parte del mondo. Socchiude gli occhi e sospira. Quando li riapre è come se niente fosse successo. Decisa non pensarci
Riconosce la strada, ci siamo quasi.

"Ho una faccia abbastanza presentabile?" sì, lo ha davvero chiesto al taxista. Ne ricerca lo sguardo nello specchietto retrovisore e accenna anche un sorriso. 
"Signorina, se vuole le faccio compagnia io con quella bottiglia".
"Lo prendo come un sì. Magari un'altra volta.." gli fa un occhiolino complice e paga quanto deve prima di scendere dalla macchina.
Arriva al portone e sa già dove andare a posare l'indice destro.
Aspetta giusto qualche secondo, saltella un po' sul posto per l'aria piuttosto fresca e poi "sono io.."