Pensava di essersi scaricata completamente. Che quegli spari le avessero concesso un momento di pausa da tutte le preoccupazioni del momento. Ancora qualche colpo, poi avrebbe fatto ritorno a casa. Si gira per recuperare una bottiglia d'acqua ed è in quel momento che Climber rientra nel suo campo visivo. Una maschera che deve ancora abituarsi a vedere all'interno di quel posto. Una conversazione semplice, seppure ci sia qualche domanda che la spiazza appena. Quelle domande fatte quasi a cas che, però, ci prendono. Apparentemente fatte a caso. Lei ha solo la maschera che le copre il viso, come fa di consueto quando è all'Hive. Lui ha pure lo scrambler. Una voce meccanica. Lui continua a mandare delle frecciatine, o così sembrerebbe.
"Stai iniziando a darmi sui nervi. Se devi dirmi qualcosa, dilla e ciao".
"Pensavo che.." e si toglie lo scrambler "..ci saremmo sempre detti tutto. Ma evidentemente nonè così".
Quella voce la riconosce al volo. Improvvisamente si sente mancare il pavimento sotto i piedi e ha bisogno di un appiglio per reggersi in piedi. Tra tutte le voci che poteva sentire, tra tutte le persone che potevano esserci dietro quella maschera.. lui era l'ultimo. Non c'è modo di spiegarsi. È tardi. Lui se ne va e lei lo lascia andare, non lo trattiene.
L'unica cosa che le viene da fare è sparare.
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Il giorno dopo è fuori dalla porta del proprio appartamento. Resta a fissarla diversi minuti prima di entrare. Sa perfettamente che dentro c'è lui e che il confronto, adesso, è obbligatorio. Oltre che necessario e vitale. Perché non si può andare avanti facendo finta di nulla. Non con lui.
Quando apre la porta lo trova seduto al tavolo.
Non dice una parola, sfila la giacca e poi lo raggiunge, sedendosi proprio di fronte a lui. Inizia a parlare e sembra che si sia preparata quell'introduzione, parla con tono di voce basso e tutta la verità viene a galla. Una verità che non avrebbe voluto scoprisse in questo modo. Ma non basta. Sembra esserci dell'altro. L'incomprensione è parecchia. Si sente di fronte a un muro costruito con dispiaceri e delusione. Ma se c'è una cosa di cui è certa, è che non si pente di quello che sta facendo. Proprio no.
Eppure si mette a piangere. Lei che odia farsi vedere così.
Ma lui è suo fratello. E può permettersi di mostrarsi vulnerabile, qualche volta.
Si abbracciano.
E non c'è modo migliore per sentirsi a casa.
"Ti voglio bene, James. Affronteremo anche questa.."
"Te ne voglio anche io, Andy.. l'unica cosa che non ti perdono è di avermi puntato una pistola in faccia"
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"..devo davvero averti fatto qualcosa di grave. Forse è il caso che ti faccia vedere da un medico.."
"Ne ho davanti uno. Va bene lui o devo cercarne un altro?"
"Se cercassi qualcun altro lo riempirei di botte."
"Non mi piacciono i dottori, lo sai."
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