"Andrea! Endlich! Si può sapere dov'eri finita?!"
"Scusatemi, ho avuto un contrattempo qui a casa e.."
"Non è che ci stai ripensando perché c'è.."
"Non è che ci stai ripensando perché c'è.."
"No, no, assolutamente. Va bene. Cioè. Ok. Mi sono assicurata che alcune cose si sistemassero un po' qui, ecco."
"Meno male, abbiamo tanta voglia di vederti."
"Anche io.."
"Meno male, abbiamo tanta voglia di vederti."
"Anche io.."
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Scende da quell'aereo con un nervosismo che si percepisce a distanza di metri. Telefono in mano, intenta a mandare qualche messaggio. Arriva all'uscita e se li ritrova lì davanti. Due tedeschi, uno spagnolo, un'italiana e un turco. Sembra quasi una barzelletta. In un certo senso quel nervosismo aumenta, ma per qualche istante viene messo da parte e si avvicina per abbracciarli, un abbraccio di gruppo. Ancora insieme dopo diversi mesi. Manca solo una persona in quell'abbraccio. Sta ancora abbracciando i suoi amici quando ne incrocia lo sguardo. Sorriso che scema gradualmente, cuore che batte all'impazzata e l'imbarazzo dilaga, soprattutto quando ognuno torna al proprio posto e tutti assistono alla scena. Tutti in attesa.
Per fortuna c'è Yosef che interrompe tutto. Si avvicina ad Andrea, le passa un braccio intorno alle spalle e prende parola: "Bene, ora che la combriccola si è riunita, andiamo a divertirci". Le prende la borsa e se la porta verso l'uscita dell'aeroporto, con a seguito tutti gli altri. Lo guarda con un forte senso di gratitudine, lui le sorride "Tranquilla, vale ancora la regola di una birra per ogni volta che ti salvo?" "Naturalmente" "Bene, saranno tre giorni interessanti".
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È in cucina a recuperare qualcosa dal frigorifero e quando lo richiude Borja rientra nel suo campo visivo. Abbassa lo sguardo e sospira. Si avvicina al tavolo lì in mezzo e lui si volta a guardarla. Gli accenna un mezzo sorriso, un po' imbarazzata e poi si avvia verso il soggiorno, dove ci sono tutti gli altri.
"Andrea.." allunga la mano per prenderla per il braccio "..per favore." Tono di voce basso, poi lascia la presa. Lei sospira e alla fine si volta. Almeno lo guarda in faccia. "Birra?" gliene offre una e sembra una specie di resa.
"Preparo i nachos, mi fai compagnia?"
Ci pensa un attimo, poi annuisce.
Yusef si affaccia giusto un paio di volte, forse sperando di aggiungere altre birre alla sua lista.
Ma non ce n'è bisogno.
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Girano per la città, così come hanno fatto insieme per l'Europa. Non mancano foto di rito, per la maggior parte sceme. Praticamente fanno tappa ad ogni baracchino possibile e immaginabile per riempirsi di Hot Dog, perché "solo in America fanno queste cose" (cit.)
Hanno cercato in tutti i modi di dissuaderla dal comprare un cappellino a forma di corona davanti alla Statua della Libertà, ma non c'è stato verso. E si sono pure rifiutati di farle una foto. Che razza di amici. Hanno fatto una passeggiata immensa per Central Park fino ad avere i piedi doloranti. E poi, ovviamente, sono saliti in cima all'Empire State Building. E di fronte a uno spettacolo simile non si può rimanere indifferenti.
"Avevi proprio ragione, Andrea, è stra figo" e mentre viene detta questa frase, sente un braccio che le passa intorno alle spalle. Sa bene chi è.
"Io ho sempre ragione, ve lo dico da sempre.." e nel dirlo scivola via da quella presa "..scusi, ci fa una foto?"
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"Noto che la mania del tè prima di dormire non ti è andata via.. sei ancora drogata di caffè?"
"Ovviamente, non capisco quelle persone che non lo bevono.."
Versa l'acqua in altre due tazze, scelgono la bustina e poi rimette la scatola a posto. Tempo di richiudere l'antina e lo sente alle sue spalle, sente le sue mani sui fianchi. China il capo verso il suo orecchio. "Ich vermisse dich" mi manchi e le lascia un bacio leggero sulla guancia.
"Ich auch" risponde lei, con un filo di voce e prima che lui possa fare altro, scivola via di lato, liberandosi da ogni contatto. "Ma è finita, Borja. Lo sai." aggiunge ricercandone lo sguardo.
"..torna con me in Europa, nena" si riavvicina, ma lei non si scompone.
"Ne abbiamo già parla-"
"..è perché c'è quello lì"
"Andiamo di là con gli altri" e tronca così qualsiasi discussione. Gli passa accanto per recuperare la sua tazza di tè e nel farlo si solleva sulle punte e gli stampa un bacio sulla guancia. Poi gli porge anche la sua tazza. Ma torna da sola verso il soggiorno con gli altri.
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"Andrea, ma Philadelphia è qui vicino.."
"..sì, in treno è pochissimo.."
"..dai, invadiamo la città!"
"..sì, in treno è pochissimo.."
"..dai, invadiamo la città!"
"Tanto l'aereo è domani sera.. ce la facciamo.."
"Sì, andiamo"
"Che ne pensi Andrea?"
"..bè, avete già deciso. Andiamo!"
"Sì, andiamo"
"Che ne pensi Andrea?"
"..bè, avete già deciso. Andiamo!"
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