Si è praticamente svegliata e andata via senza dire quasi una parola. Sta tornando a casa con lo sguardo rivolto verso l'esterno, la pioggia cade su Philadelphia e scombussola ulteriormente il suo umore. È passata dall'ansia estrema al sollievo. Sollievo che però è durato poco ed è diventato preoccupazione. Ed è così che si sente in questo momento mentre la città scorre davanti ai suoi occhi, o mentre si sofferma sulla discesa di varie goccioline sul finestrino.
Sperava di riuscire a tenere le due vite separate, ma è impossibile. Se ne sta rendendo conto. La paura se la porta sempre dietro, ma forse è anche questa che la spinge a godersi ogni momento. Si è trovata davanti tanta sicurezza che si è dovuta adeguare. Sta imparando a fare i conti con diverse situazioni e strette allo stomaco.
Sperava di riuscire a tenere le due vite separate, ma è impossibile. Se ne sta rendendo conto. La paura se la porta sempre dietro, ma forse è anche questa che la spinge a godersi ogni momento. Si è trovata davanti tanta sicurezza che si è dovuta adeguare. Sta imparando a fare i conti con diverse situazioni e strette allo stomaco.
Decide di non pensarci, di optare per una giornata immersa nel lavoro e in altri piccoli piaceri. Quindi, dopo essersi impegnata in una traduzione decide di spendere soldi. La cosa migliore che riesce a una donna e non c'è posto migliore del Macy's. È lì che si rifugia. Si gira praticamente tutte le vetrine di ogni piano del negozio, sembra alla ricerca di qualcosa. Si sofferma sulle vetrine dei negozi da uomo, ma non sembra trovare quello che le serve.
E dopo aver girato due piani decide di sedersi.
Strano posto il centro commerciale, puoi incontrare davvero chiunque. Si può correre il rischio di incontrare persone interessanti. Si attacca bottone in modo davvero assurdo e tutto nasce da lì. Una domanda, un discorso filosofico, un gioco investigativo che non si conclude e si finisce con il passaggio di un biglietto da visita. Il tempo di attesa è stato alleggerrito. Reciprocamente.
Per diversi minuti la mente è completamente liberata. Niente discorsi sulla fine del mondo. Su doppi che compaiono. Su un ragazzo da ricercare. Niente preoccupazioni. Proprio come era fino a qualche mese prima. Un tempo che le sembra così lontano. E lo rimpiange?
No.
L'incontro fortunato finisce. Ognuno per la sua strada.
Cammina sotto la pioggia e la mente ricomincia a lavorare. Forse troppo. Ed è per questo che non riesce nemmeno a mostrarsi amichevole verso chi non le ha fatto proprio nulla. Forse è solo una sensazione a pelle, ma è più forte di lei. Finisce col rinchiudersi nella sua camera all'Hive, trattenendosi dal tirare pugni contro il muro, preferendo prendere il cuscino e urlarci contro. Ma non si ferma lì.
Non sa bene a che ora rientra a casa. Ancora fradicia perché gli ombrelli non le piacciono e perché si è fatta lasciare a qualche isolato da casa. Una doccia calda, quasi potesse lavarsi via quell'ansia che si porta dietro. Alla fine si mette a letto. Il suo gatto accanto che le fa le fusa. Telefono in mano e occhi puntati sullo schermo. Sta chiaramente aspettando. Sperando che arrivi un messaggio. O una chiamata. Qualsiasi cosa. Non si sa esattamente da chi. E alla fine si addormenta.
Per poco. Solo qualche ora.
Sono le cinque di mattina, circa, quando il profumo di caffè riempie quella cucina che è luogo di incontri mattutini inaspettati, di pensieri e rassicurazioni, di abbracci, di richieste e di promesse. Questa volta è lei a dover rassicurare. Le viene spontaneo farlo. La cucina è luogo di ritrovo. E lo è anche questa volta. Le parole escono, non sempre con facilità. Ma ci si ritrova. Ci vuole essere. L'ansia sembra lasciar spazio ad altro. Seppure rimanga sempre quella maledetta paura di fondo.
Ma tutto viene messo da parte. Anche questa volta.
Mette da parte anche una nuova giacca, un mazzo di chiavi e il caffè fatto e non toccato.
Perché richiudere gli occhi con una stufetta personale nel proprio letto ha la priorità su qualsiasi cosa. Ed è una delle cose che preferisce.
E dopo aver girato due piani decide di sedersi.
Strano posto il centro commerciale, puoi incontrare davvero chiunque. Si può correre il rischio di incontrare persone interessanti. Si attacca bottone in modo davvero assurdo e tutto nasce da lì. Una domanda, un discorso filosofico, un gioco investigativo che non si conclude e si finisce con il passaggio di un biglietto da visita. Il tempo di attesa è stato alleggerrito. Reciprocamente.
Per diversi minuti la mente è completamente liberata. Niente discorsi sulla fine del mondo. Su doppi che compaiono. Su un ragazzo da ricercare. Niente preoccupazioni. Proprio come era fino a qualche mese prima. Un tempo che le sembra così lontano. E lo rimpiange?
No.
L'incontro fortunato finisce. Ognuno per la sua strada.
Cammina sotto la pioggia e la mente ricomincia a lavorare. Forse troppo. Ed è per questo che non riesce nemmeno a mostrarsi amichevole verso chi non le ha fatto proprio nulla. Forse è solo una sensazione a pelle, ma è più forte di lei. Finisce col rinchiudersi nella sua camera all'Hive, trattenendosi dal tirare pugni contro il muro, preferendo prendere il cuscino e urlarci contro. Ma non si ferma lì.
Non sa bene a che ora rientra a casa. Ancora fradicia perché gli ombrelli non le piacciono e perché si è fatta lasciare a qualche isolato da casa. Una doccia calda, quasi potesse lavarsi via quell'ansia che si porta dietro. Alla fine si mette a letto. Il suo gatto accanto che le fa le fusa. Telefono in mano e occhi puntati sullo schermo. Sta chiaramente aspettando. Sperando che arrivi un messaggio. O una chiamata. Qualsiasi cosa. Non si sa esattamente da chi. E alla fine si addormenta.
Per poco. Solo qualche ora.
Sono le cinque di mattina, circa, quando il profumo di caffè riempie quella cucina che è luogo di incontri mattutini inaspettati, di pensieri e rassicurazioni, di abbracci, di richieste e di promesse. Questa volta è lei a dover rassicurare. Le viene spontaneo farlo. La cucina è luogo di ritrovo. E lo è anche questa volta. Le parole escono, non sempre con facilità. Ma ci si ritrova. Ci vuole essere. L'ansia sembra lasciar spazio ad altro. Seppure rimanga sempre quella maledetta paura di fondo.
Ma tutto viene messo da parte. Anche questa volta.
Mette da parte anche una nuova giacca, un mazzo di chiavi e il caffè fatto e non toccato.
Perché richiudere gli occhi con una stufetta personale nel proprio letto ha la priorità su qualsiasi cosa. Ed è una delle cose che preferisce.
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